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Non chiamiamola dieta

Non chiamiamola dieta

La parola DIETA ci fa paura perché fondamentalmente la identifichiamo con un periodo di privazione e punizione, che riusciamo a seguire faticosamente e solo per un breve periodo di tempo.

L’esperienza di una dieta puo’ essere vissuta invece come un modo con cui iniziare adoccuparsi di se stessi, avere cura del proprio corpo e del proprio benessere, aiutandolo con pazienza e costanza a stare meglio.


COME NON FALLIRE

Per evitare di fare gli stessi errori del passato bisogna cambiare completamente punto di vista e prospettiva e arrivare ad avere un concetto più equilibrato e positivo di dieta. 
Anche perché alternative davvero efficaci (o almeno efficaci a lungo termine) a questo metodo non ce ne sono.

Bisogna che il cambiamento di alimentazione e attività fisica entrino a far parte della propria nuova vita e non la lasciano più.

Tradotto in pratica, significa:

1 ) evitare tutte le diete drastiche da fame e troppo lontane dalle proprie abitudini, che non prevedano dei momenti di pausa con i propri cibi preferiti (quindi niente diete delle riviste o delle amiche o di testa vostra ma diete personalizzate ed elaborate da professionisti seri) .

2 ) mettersi a dieta e contemporaneamente decidere un serio programma di attivitàfisica; evitate però , soprattutto all'inizio, uno sport non amato o che è troppo pesante per l'attuale condizione fisica;

3 ) evitare il pensiero che iniziata la dieta non si potrà più mangiare un determinato alimento o che ci siano dei cibi "proibiti" , assaggiati i quali poi sarà lecito mandare tutto all'aria;

4 ) decidiamo di sperimentare il tipo di benessere sia fisico che mentale che si percepisce , dopo una lunga camminata (o qualsiasi altra attività di vostro gradimento) e un'equilibrata giornata alimentare.

Dobbiamo imparare a considerare il corpo come un qualcosa di cui avere cura e rispetto, non un oggetto da disprezzare e vessare affinché perda peso e finché non sarà come lo si desidera.

Ecco perché non bisogna chiamarla "dieta" ma "percorso di cambiamento", al centro del quale c'è innanzitutto il rapporto col proprio corpo.

Possiamo iniziare una dieta solo se si è pronti a fare un percorso di cambiamento.


PERCHÉ MANGIAMO


1) Il cibo rappresenta il carburante del nostro organismo e quindi innanzitutto mangiamo perché ci servono energia e pezzi di ricambio e il nostro corpo fisiologicamente ce lirichiede tramite lo stimolo della fame. Stiamo parlando in questo caso di fame fisiologica.

Molto spesso, diete squilibrate e/o carenti di qualche nutriente possono sottoporre la persona a una fame importante e frequente nell'arco della giornata. In tali casi non si tratta della famigerata "fame nervosa", ma di una inadeguata alimentazione del soggetto. 


2) Siamo spinti verso il cibo perché ci piace. Ma attenzione amare mangiare di tutto e quindi avere un'alimentazione varia è un fattore positivo per la propria salute.

Eccedere nell'alimentazione invece non lo è !

Allora diventa importante diventare consapevoli e saper tracciare una linea che separi

- la fame vera

da

- quella non-vera, stimolata dal marketing, da abitudini sbagliate, da diete scorrette o da fattori psicologici.

Si può avere una fame incontrastabile:

- perché si mangia troppo velocemente oppure in maniera distratta davanti alla tv, senza dare il tempo ai complessi meccanismi di fame e sazietà di svolgersi correttamente(e nel frattempo si svuota la dispensa);

- si può provare una smodata attrazione per i dolci perché nell'arco della giornata si spizzicano continuamente troppi alimenti ricchi di zuccheri semplici o bevande dolci e magari si ha un consumo di amidi e carboidrati complessi del tutto inesistente;

- si può usare il cibo come forma di gratificazione in momenti felici o viceversa, come sorta di ansiolitico oppure come stimolante di benessere ed euforia.

Il cibo quindi come riempitivo dell'anima.

Quando la funzione principale del cibo diventa altro, quando inizia ad essere il riempimento delle proprie giornate, quando è l'unica cosa a cui ricorrere quando si è troppo tristi o troppo in ansia o troppo arrabbiati o troppo delusi o troppo soli, un piccolo campanello d'allarme deve squillare nelle vostre teste.

E' quindi di estrema importanza, prima di decidere di iniziare una dieta , porre attenzione al modo in cui vi rivolgete al cibo, alla fame che percepite e se la "dieta" sta alterando il vostro equilibrio o se tale equilibrio non c'era già da prima.


Raggiungere e mantenere un buono stato di salute, senza avere un buon equilibrio neiconfronti del cibo, è molto più faticoso se non impossibile. Anzi, ostinarsi a seguire l'ennesima dieta può essere del tutto controproducente esconsigliabile se non si affronta prima il "problema cibo".


NON SOLO LA BILANCIA


Anche se lo scopo della "dieta" è apparentemente perdere peso, non focalizziamo lanostra attenzione solo sui numeretti segnati sulla bilancia.

E' importante anche focalizzarsi su altri obiettivi, ben tangibili nella vostra quotidianità e a brevissimo termine.

Quando si mangia male o troppo, ci si sente meno energici e vitali, si fatica a digerire, si tende ad impigrirsi e a percepire più sonno. Concentratevi al massimo sugli aspetti negativi del non mangiare correttamente e del muovervi poco, saranno questi a invogliarvi al cambiamento e a preferire il nuovo stile di vita in favore del vecchio.

Concentratevi sul benessere crescente percepito, sul fatto che via via avrete meno fiatone nel fare le scale e sul vostro corpo che gradualmente vi risponde meglio. Misuratevi attraverso i vestiti che vi stanno meglio e più comodi. Ricordatevi di volerglibene al vostro corpo, è lui che vi scarrozza tutto il giorno e non è un sacco di patate da svuotare.


PRENDETEVI L'IMPEGNO


Prima di tutto con voi stessi, rispettate questa promessa che vi state facendo. Mafatelo con estrema serietà. E poi pattuitela con qualcun'altro, che possa essere un compagno di "dieta" o ancora meglio un professionista del settore.

Ecco perché la maggior parte delle diete fai-da-te fallisce: non c'è nessuno con cui interfacciarsi, si fa riferimento solo a sé stessi e in un momento di difficoltà è facile rimangiarsi la parola data.

Se fate partecipi di questo impegno anche qualcun'altro sarà più facile tenergli fede, in quanto avrete anche un'altra persona, oltre voi stessi, a cui "rendere conto".

Dott.ssa Cristina Chiacchio Pubblicato da Dott.ssa Cristina Chiacchio


Farmacista, laureata presso l'Università degli studi di Napoli Federico II. 

Responsabile della gestione del sito E-commerce, del blog e dei canali social della farmacia.

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